lunedì, 09 febbraio 2009

Nel mio ambiente di lavoro il momento del cambio (il nostro è un ufficio presenziato 24 ore su 24) è quello in cui più si parla con i colleghi. Se la situazione è tranquilla ci si scambiano opinioni generali piuttosto che informazioni e strategie atte ad affrontare e gestire problematiche più o meno imminenti.
Stasera la situazione appariva sufficientemente tranquilla per cui il mio socio (così denominato perchè divide di turno con me tre dei quattro giorni lavorativi continui) ha tirato fuori l'argomento del contratto che risulta scaduto da oltre due anni e del rinnovo del quale non si sentono indiscrezioni neanche nei corridoi adiacenti alle stanze che contano. Successivamente il mio socio ha messo l'accento sulla  differenza del trattamento economico riservato ai quadri della nostra azienda (ebbene si, sono un quadro!) rispetto a quelli di altri  settori. Senza entrare nel merito dei due argomenti (no comment) vorrei riportare l'aspetto più simpatico della conversazione per come è scaturita. Il più originale dei miei colleghi, quello che da due anni ormai impersona Babbo Natale a casa mia, ha messo in evidenza tutta la sua sapienza nel settore dell'arte pittorica elencando tutte le tipologie di opere che risultano presenti di norma nelle gallerie d'arte. In particolare ogni galleria d'arte che si rispetti espone qualche prova d'autore originale, alcuni falsi d'autore, qualche serigrafia; recentemente è prassi frequente esporre anche due o tre  topografie, ma da sempre ci sono molte molte croste!

Corre voce che la nostra galleria d'arte si arricchirà presto di un'altro esemplare comune; indubbiamente Babbo Natale è una prova d'autore originale, un pezzo unico che ringrazio per le perle di saggezza che mi regala ad ogni cambio quando vado a far la notte;  per quel che mi riguarda,  io speriamo che me la cavo...

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categoria:politica, lavoro, colleghi, ridere
sabato, 31 gennaio 2009
Vorrei disporre di un registratore di pensieri... Quando vado a fare i miei allenamenti, insomma quando corro, porto con me il lettore mp3 in modo da avere compagnia in quelle corse definite "lunghi" che a seconda del livello di preparazione variano da 1 ora a 3 ore. In realtà l'mp3 serve solo all'inizio, poi la mente inizia a mulinare e i pensieri corrono accanto a me. Così come la mattina ci si sveglia con la netta sensazione di aver sognato senza ricordare ciò che si è sognato, allo stesso modo quando si corre dopo un po' la musica diventa un rumore di fondo e si pensa; tuttavia al termine della corsa, magari stanchi ed affaticati, si avverte netta la piacevole sensazione di benessere derivante dall'espulsione delle tossine e della piena autonomia dei propri pensieri; ma di questi pensieri resta solo la consapevolezza del fatto che ci siano stati, ma l'argomento lo sviluppo e le conclusioni, se ve ne fossero, restano nel limbo e non lasciano traccia nella memoria. Eppure il benessere al termine di una corsa di un'ora e mezza non è solo fisico ma anche e soprattutto mentale, alla mente si assicurano i benefici di saper funzionare anche in condizioni di stress fisico e l'allenamento alla sofferenza anche dal punto di vista psicologico. Allora mi chiedo quali siano i pensieri che accompagnano un'ora e mezza e più di solitudine che assicurino poi soddisfazione ed uno stato psicofisico paragonabile a quello che segue situazioni di ben altra natura... E come nelle altre situazioni cui mi riferisco mi piacerebbe registrare i miei pensieri e riascoltarli: ne uscirebbero poesie?
Oggi ricordo solo che ho pensato ad un periodo di un libro di Corrado Augias, ad una pagina intiera di un libro di Bufalino e nel frattempo ascoltavo in sottofondo una incantevole bossa nova di Carlo Marrale. Tre grandissimi, immensi artisti.
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categoria:musica, libri, diario, corsa
giovedì, 29 gennaio 2009

 "Io so che le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare, ma non so dire se abbiano fatto morti oppure no, perché non ho approfondito la questione". Queste sono parole che secondo Libero News avrebbe pronunciato pubblicamente il sacerdote a capo della comunità lefebvriana del Nordest, io invece sono rimasto senza parole.
Del resto credo sia molto meglio stare zitti e rischiare di apparire idioti, piuttosto che parlare e togliere ogni dubbio. 
Morale: i saggi normalmente parlano perche hanno qualcosa da dire, viceversa gli stolti di solito parlano perche hanno da dire qualcosa...

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categoria:riflessioni, cronaca, attualità
sabato, 17 gennaio 2009

Entrati ormai nella seconda metà di gennaio inizia a percepirsi, mi dicono, per le vie di Catania la frenesia della festa dedicata alla Santa protettrice della città. In questi giorni inizieranno a girare per le vie cittadine, ciascuna per proprio conto, le Candelore accompagnate da bande che forniscono la colonna sonora alle tipiche andature "annaculiate" o "annacate". Le strade si riempiono di colori e di commercianti di giochi e dolciumi che conferiscono all'atmosfera un carattere festoso che funge da preludio ai tre giorni di culto devozione e folklore che non trova pari nel mondo dal punto di vista della popolarità e del seguito. Tutte le feste in Sicilia, con particolare riferimento a quella orientale e sud orientale, hanno carattere barocco;  questa, secondo un'azzeccata definizione di uno storico, Mons. Lanzafame, per la presenza delle Candelore, è una festa che ha il carattere di "barocco in movimento". Sembra che queste Candelore siano stupende, caratterizzate da intarsi e statue decorate e colorate, e sfilino per le vie cittadine secondo un ordine stabilito e tradizionalmente rispettato da circa cinque secoli.

I due lettori assidui del mio blog si chiederanno: perchè questo si è messo a parlare della festa di S.Agata? La risposta è che siamo prossimi alla ricorrenza, che è il 5 febbraio; inoltre mi sto documentando su questa festa per tentare nuovamente di vendicare un sogno e cercare di riappropriarmene. Il problema è che attingere informazioni in rete e attraverso amicizie su determinate manifestazioni scova e risveglia vecchie nostalgie nascoste tra le pieghe dell'animo, tra gli atri ed i ventricoli, delle feste religiose e folkloristiche cui occasionalmente da bambino/adolescente mi è capitato di assistere nelle mie zone d'origine.
...E nelle pagine ingiallite dei miei ricordi affiora il verde dei campi di una Terra che ormai da troppo tempo vedo solo del color del fieno e del mare.

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categoria:libri, ricorrenze, sicilia, usi e costumi, ambizione
domenica, 04 gennaio 2009

Miguel Benancio Sanchez amava la vita, l'atletica,
l'Argentina, il suo Paese. Quando una banda
paramilitare lo sequestrò a casa sua, nella notte fra
l'8 e il 9 gennaio 1978, trovò la bandiera bianca e
celeste attaccata alla parete. Gli chiesero:
"Perché?". E lui rispose: "Perché sono argentino".
Aveva 25 anni quando gli bendarono gli occhi e lo
infilarono sul Ford Falcon nero, triste e ricorrente
presenza di quegli anni infami governati da una feroce
dittatura.

Dieci motivi per correre per Miguel a Roma, domenica 18 gennaio, alle 10, all'Acqua Acetosa

- Perché Miguel era un bravo ragazzo, perché amava la vita, perché sognava con l'atletica, perché ha scritto una poesia meravigliosa, <Para vos atleta>, perché era argentino, uno dei 30 mila desaparecidos, eppure certe volte hai la sensazione di poterlo incontrare sotto casa, sul circuito della sua Corsa.

- Perché la maglietta di Miguel non delude mai...

- Perché quest'anno ci si è inventati pure un gioco di carte dal titolo <Il mercante in corsa>...

- Perché correndo si dà una mano pure all'avventura di Pino Papaluca e al suo correre per solidarietà da Mosca a Roma, da Amman a Bagdad. La Corsa di Miguel ha pubblicato il suo diario. Si può comprarlo con un paio di scarpe o una tuta usata. Pino porterà il ricavato a Korogocho, una bidonville di Nairobi, e in un orfanatrofio sulle Ande, in Perù.

- Perché il percorso, tutto intorno al Tevere, beh, insomma, non è male

- Perché ci sono un sacco di iniziative prima e dopo. Venerdì 16, per esempio, alle 18, alla Casa Argentina, un omaggio a Osvaldo Soriano, il grande scrittore del Rigore più lungo del mondo...

- Perché i segnachilometri sono dolcissimi, con i ragazzi della scuola Melone di Ladispoli, la più multietnica d'Italia

- Perché di corsa spesso siamo troppo avvelenati. E allora ogni tanto ci vuole una domenica in cui non t'ammazzi a inseguire il personale. Che poi in tanti il personale l'hanno fatto lo stesso...

- Perché chi viene da fuori Roma può prendere contatto con gli organizzatori per trovare un posto da dormire senza svenarsi a Roma

- Perché, se i primi nove non vi hanno convinto c'è anche il sito www.lacorsadimiguel.it, dove ci si iscrive fino alle 24 del 13 gennaio.

Non sono sufficientemente allenato, ma ... io vado!

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categoria:corsa
martedì, 30 dicembre 2008

Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;
Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".
Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;
Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".
Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!  
Ruduyard Kipling 1910

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categoria:perledisaggezza
giovedì, 25 dicembre 2008

Ho ricevuto le vostre letterine, le ho lette e ho cercato di fare del miobabbo natale meglio… Ma sto invecchiando, pensate che non mi sono accorto che quest’anno era bisestile e sono passato un giorno prima!!!

 

GIULIA, mi sono accorto che tu sei stata la più brava dei tre, o meglio la meno cattiva, perché pure tu…! E poi che è ‘sta storia con quel bambino della IV C? Tu sei la fidanzata di papà e basta!Comunque ti ho portato uno STEREO NUOVO come avevi chiesto, un MAZZO DI CARTE POKEMON ed un GIOCO PER IL DS; spero di non essermi sbagliato… sto diventando vecchio sai?

 

GABRIELE, tu fai sempre arrabbiare i tuoi genitori, soprattutto papà; tu sei il più grande e loro si aspettano che tu sia un esempio, e lo sei purtroppo… Devi essere più ubbidiente e più ordinato! Siccome sono buono ti ho comunque portato il GIOCO DEL DS che mi avevi chiesto, e 4 (non 5) pacchetti di CARTE POKEMON! Se farai il bravo passerò da tua Nonna ANGELA e le lascerò un altro regalo, il monopattino, per te… Cerca però di essere PROMOSSO in quinta e non AMMESSO in quinta come al tuo solito.

 

MARCO, la tua letterina non l’hai scritta tu perciò non vale! Allora ho fatto di testa mia e invece del trenino ti ho portato… un GARAGE per le macchinine!   

P.S. Per un problema  col pc non riesco a scaricare le foto dal telefonino e dalla digitale, ma appena risolvo vi aggiorno anche nelle immagini...

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categoria:colleghi, natale, ridere, genitori e figli
domenica, 14 dicembre 2008

Sono in ferie. Forzate. Altrimenti le perdo. E da una parte sono contento, perchè da "feisbukke" deduco che nel mio ambiente di lavoro sembrano aver smarrito tutti il senso dell'equilibrio e della ragione. Tutti! Dall'altra mi dispiace, mi perdo un momento topico cui assisterò da comprimario (comprimario, umile "cassaro") i due ultimi giorni che lavorerò per quest'anno, cioè il 17 ed il 18 dicembre. C'è maretta (o  "c'è maremma" come direbbe in uno dei suoi classici strafalcioni chi so io) nel mio ambiente di lavoro e mi piacerebbe esserci perchè quando il gioco si fa duro i duri - sempre nel rispetto delle regole- dovrebbero stare in campo. Invece no e già vedo, come in un dèjà vu, quel che succede: prevaricazioni a chi è mite e solitamente disponibile (per necessità, s'intende, ma pur sempre prevaricazioni sono), concessioni a chi invece è solitamente intransigente e senza scrupoli nel non rispettare il lavoro altrui.

 Sollevatori popolari d'occasione, che non attendono la connessione del cervello alla lingua e tantomeno della scansione ad opera dello stesso delle parole in uscita, sollevatori popolari di mestiere che restano in silenzio (il silenzio degli innocenti...), sollevatori popolari mestieranti che si ritengono retoricamente abili al punto da poter recitare la parte fino in fondo senza averla nemmeno somatizzata. "Ladri di parole senza senso" e "mendicanti maghi dell'imbroglio",  come scriveva qualcuno molto grande che non può più scrivere.

Ma che importa? E' Natale tra 10 giorni e devo ancora provvedere ai regali, ma di tempo libero ne ho molto: attendo solo che arrivino le letterine al signor Babbo Natale.

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categoria:lavoro, colleghi, attualità
giovedì, 11 dicembre 2008

Avevo reso privato il mio blog, Gianni, Tol e qualche anonimo frequentatore se ne erano accorti ed in forme diverse me ne avevano chiesto il motivo. Ma un vero motivo non c'era, semplicemente non trovavo il tempo e forse nemmeno la voglia di scrivere sul blog. Onestamente pensavo se ne accorgesse qualcuno in più, ma la mia recente latitanza dalla rete splinderiana ovviamente ha reso sempre più rare certe frequentazioni e quindi risulta comprensibile che a molti dei miei links sia sfuggito il particolare. Consideravo però l'approssimarsi del periodo natalizio ed anche il fatto che avrò molto tempo libero da qui alla fine dell'anno, pertanto oggi ho ritenuto fosse il caso di riallacciare contatti virtuali (ma preziosi quanto quelli reali) e lasciare traccia dei miei pensieri a coloro i quali per mere questioni burocratiche nei prossimi venti giorni incontrerò davvero poco nella vita reale.

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categoria:
martedì, 18 novembre 2008

Tre minuti di presenza in presenza del sottoscritto, che certamente non ha tradito felicità con espressioni del volto alla sua vista, sono stati sufficienti al nostro eroe per trattare un congruo numero di argomenti sui quali versare le sue proverbiali lacrime, indegnamente associate da un azzeccato soprannome a personaggio sacro.  
1 - 'Ste cazzo de scale a prima mattina me ammazzano........ (come se le facessi solo tu...)
2 - Stamattina sonava la sveglia e dicevo: "...ma chi cazzo ha messo la sveglia?!?" Non me volevo proprio alzà ...!  (bello, so' le cinque e stai a parlà co' uno che non te vole sentì e che non ha dormito proprio!) 
3 - A Tiburtina  è tutto un casino, l'altra mattina so' andato a parcheggia' ed era tutto sbracato, cazzo! (ci sono gli avvisi attaccati da più di un mese in ufficio)
4 - Ho lasciato il cappello nella borsa e guarda qua! Cazzo è tutto schiacciato! (quando uno è coglione...!)
5 - Hai visto quella barbona che dorme al parcheggio come cazzo dorme! ma come cazzo farà! L'altra mattina se stava a fà er bidè sotto alla macchina mia!
(dilla tutta dai...)

A parte la specialità di parlar male delle persone in loro assenza, quando non accontentato, il tipo sembra abbia la prerogativa di lasciar uscire dalla sua bocca parole ricorrenti. Ogni tanto sarebbe bene trattenercele certe cose...

postato da: matiga alle ore 03:14 | Permalink | commenti (3)
categoria:colleghi, idioti